ARCHEOLOGIA, MUSEI, VIDEOGAME

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ARCHEOLOGIA, MUSEI, VIDEOGAME

del Liceo Classico Statale “Francesco Vivona”, Roma*

Negli ultimi anni i videogame hanno superato il ruolo di mero strumento di intrattenimento e hanno assunto anche un’identità culturale, legandosi alla storia e al patrimonio e diventando strumenti di promozione turistica. Sono aumentati i prodotti associati al mondo antico e anche i musei hanno sfruttato la possibilità di attirare più persone tramite l’implementazione di attività video-ludiche.

Nel 2017 la mostra Archeovirtual, organizzata dal CNR ITABC VHLab nell’ambito della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, ha ripercorso la storia dei videogame archeologici attraverso i prodotti più popolari, a partire dalla metà degli anni Ottanta del Novecento. Nel 2018, nell’ambito della manifestazione Rome Video Game Lab, che si è svolta a Cinecittà, un workshop coordinato dal CNR è stata dedicato a “Videogame, ricerca, patrimonio culturale”.

Il binomio videogiochi-musei archeologici è stato sperimentato felicemente in Italia grazie a due prodotti realizzati di recente, che hanno sfruttato i  meccanismi di interattività e creatività dei games per valorizzare questi luoghi di cultura con lo scopo di aumentare l’attrazione e il coinvolgimento del pubblico, soprattutto delle generazioni più giovani. I due videogiochi sono: Father and Son e Mi Rasna  – Io sono etrusco.

Father and Son

Sviluppato da TuoMuseo, Father and Son è un gioco narrativo 2D realizzato nel 2017, su commissione del Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN); è installabile gratuitamente da Apple Store e Play Store. Il gioco, che conta ad oggi due milioni di download ed è scaricabile in 7 lingue diverse,  si caratterizza per una grafica elegante e una colonna sonora  originale realizzata da A. Reikowsk.

Il gioca inizia con la travagliata storia del rapporto tra un padre, Federico, e un figlio, Michael. Federico, in punto di morte, manda una lettera al figlio invitandolo a riscuotere la sua “eredità”: tre collezioni del Museo Archeologico di Napoli. Così quelli che erano due mondi distanti si fondono in uno solo: l’amore per l’archeologia.

Michael inizia a Napoli una sorta di viaggio tra passato e presente: vivendo le epoche passate, ritrova costanti riferimenti alla vita presente. Tra le vie partenopee, Michael dialoga con conoscenti del padre che lo aiutano a prendere decisioni importanti per capire più a fondo chi è stato realmente l’uomo. Protagonista del gioco è senz’altro il Museo Archeologico, di cui si trovano informazioni riguardo la storia e riproduzioni di alcune sale e capolavori. Recandosi fisicamente nel museo l’utente può ottenere contenuti aggiuntivi, che consentono di arricchire il gioco. L’impatto sul pubblico è stato evidente: nei mesi di aprile e maggio 2017, subito dopo l’uscita del gioco, il MANN ha fatto registrare accessi record non eguagliati nei mesi successivi.

Mi Rasna

Mi Rasna – Io sono etrusco è il primo videogame storico dedicato alla civiltà etrusca. L’applicazione, prodotta dal team Entertainment Game Apps tra il 2017 e il 2018, è scaricabile su dispositivi Android da Google Play. L’obiettivo principale è quello di raccontare la storia e l’archeologia degli Etruschi conducendo l’utente verso la scoperta di questo antico popolo italico.

Fondamentale per il successo nel gioco è una buona gestione delle risorse. Vestendo i panni di un magistrato locale, il giocatore ha il compito di creare un’efficiente strategia di amministrazione economica nella propria città e farla prosperare attraverso il reperimento di materie prime e scambi commerciali. Per questo servono monete d’argento, che si possono ottenere risolvendo mini-giochi a contenuto storico oppure acquistandole con transazioni in app.

Il videogame è articolato in cinque livelli, che corrispondono alle epoche in cui è scandita la civiltà etrusca (villanoviana, orientalizzante, arcaica, classica, ellenistica), dalla nascita delle città alla conquista romana, e i tratti caratterizzanti di ogni epoca sono ricostruiti in maniera particolarmente fedele. Per completare il gioco e sbloccare alcuni contenuti è necessario, inoltre, visitare alcuni musei, come il Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma. Così il visitatore ha la possibilità di trasformare i reperti non tangibili in una realtà più concreta creando il perfetto connubio tra archeologia e apprendimento.

Riflessioni sui videogame archeologici

Al termine delle giornate di Alternanza Scuola-Lavoro, durante un focus group coordinato da Irene Pompili, laureanda dell’Università Bocconi in stage presso l’ISMA, sono emerse alcune perplessità riguardo all’efficacia dei videogiochi archeologici analizzati. Sempre più accurati nella visualizzazione dei personaggi e nella ricostruzione delle situazioni, essi non sempre risultano coinvolgenti, nonostante la notevole qualità dei contenuti e l’alto livello tecnico dei game, le cui scelte grafiche e musicali sono sicuramente apprezzabili.

L’aspettativa di sperimentare qualcosa di avvincente ed emozionante prima o durante la visita ai Musei non è sempre soddisfatta, in quanto le finalità informative ed educative sono decisamente preponderanti sulla componente ludica. Nello specifico, in Father and Son si segue il racconto della storia narrata lungo un percorso obbligato, privo della possibilità di scelte personalizzate. A Mi Rasna, invece, si può forse rimproverare l’eccessiva complessità dello schema di gioco e di alcune funzioni; rispetto ad altri videogiochi di stampo strategico/militare, tutto sommato molto simili, sembra però meno accattivante.

*Il presente itinerario è stato realizzato all’interno del programma sperimentale “Alternanza Scuola Lavoro”, promosso dal MIUR, dagli studenti del IIIA (giugno 2018).